18 Dicembre 2023
“Una risata vi seppellirà”. Nel ‘68, il motto era scritto su tutti i muri delle principali città italiane, urlato in ogni manifestazione studentesca. Un concetto estremamente contemporaneo, del tutto equiparabile a quei prodotti social che veicolano denunce e proteste attraverso l’ironia. I meme sono uguali alle risate dell’epoca, e le comunità che hanno bisogno di far sentire la propria voce usano gli spazi social come un megafono per le proprie istanze. L’account instagram Spotted: UNISA nato nel 2017 conta più di quarantottomila followers. L’intento iniziale del progetto, il racconto anonimo delle proprie vicissitudini universitarie, segreti, confidenze sparse, è lentamente scomparso, lasciando il posto a contenuti di vario genere, meme ironici, commenti sui disagi vissuti da studentesse e studenti all’interno del campus.
Tutte le problematiche rilevate all’interno dell’Università di Salerno vengono comunicate dalla stessa comunità studentesca all’admin dell’account, che li ripropone in chiave umoristica e satirica sotto forma di meme e contenuti video, usando un linguaggio specifico, riconoscibile, un codice unico per tutti/e i/le followers. All’interno di quella cornice confezionata ad arte, si trovano tutte le denunce della community di Spotted sulle carenze rilevate in Ateneo: l’incuria verso le strutture, gli allagamenti, le comunicazioni tardive, gli autobus pieni fino all’orlo, le corse mancanti, i comportamenti discutibili di docenti e associazioni. I furti all’interno dei parcheggi sono diventati virali grazie alle stories pubblicate sull’account.
I reclami sono arrivati a tutta l’utenza, tanto da spingere l’Università di Salerno ad installare un sistema di videosorveglianza. È grazie a Spotted se è stato possibile ottenere, con il contributo di alcune segnalazioni autonome, il link utile per accedere al dark web e cercare i propri documenti. È ancora grazie a Spotted se le proteste per un sistema trasporti inefficiente sono arrivate non solo alla comunità studentesca, ma a persone esterne, autisti attivi sui social, che hanno contribuito a denunciare determinate problematiche. Se si subisce un disagio, lo si comunica a Spotted: UNISA.
L’account instagram è diventato uno spazio vitale in cui si agisce con autonomia portando a galla tutte le difficoltà della vita universitaria, ed è singolare che tutte queste interazioni social non avvengano attraverso canali istituzionali legati alla rappresentanza o all’associazionismo. Il luogo virtuale creato da Spotted – e dalla sua utenza – funziona per la sua immediatezza, chiarezza e sicurezza che tutte le voci vengano in qualche modo ascoltate. Una pop – politica universitaria di cui non si può che osservare in che modo continuerà ad evolversi nel tempo.
Articolo tratto dal bollettino UNISA, MA TUTT’APPOST?