18 Dicembre 2023
Tra i vari organi di rappresentanza studentesca che si rinnoveranno nel 2024, particolare rilievo ha il Consiglio degli Studenti. Qualcuno potrebbe voler avallare l’ipotesi che, trattandosi di un’assemblea con facoltà puramente consultiva, e non deliberativa, non sia così rilevante nel lavoro di indirizzo politico universitario e che un’influenza maggiore possa essere esercitata dagli stessi rappresentanti eletti negli organi apicali. Dissentire è possibile. Il Consiglio degli Studenti è, e può essere, un organo politico influente, se solo l’associazionismo volesse renderlo tale. Al suo interno sono eletti rappresentanti provenienti da tutti i Dipartimenti e da tutte le associazioni studentesche che svolgono rappresentanza. È, pertanto, lo spazio di base in cui tutte le realtà associative dell’Ateneo possono incontrarsi e confrontarsi liberamente su qualsiasi tematica.
È un organo, l’unico, ad essere composto unicamente da studenti. Dimostrare che la rappresentanza eletta sia in grado di proporre idee, e scambiarle con altri, per meglio scegliere, tra le varie possibilità, quella più idonea, è un’importante dimostrazione del grado di maturità politica che si possa raggiungere in Ateneo. Se a ciò, invece, si preferisce il divisionismo (la separazione dell’organo tra maggioranza e minoranza) o la continua delegazione delle tematiche ai rappresentanti eletti agli organi apicali, il Consiglio perderà necessariamente valore. Ma è ancora, e tutto, nelle mani della stessa rappresentanza (proprio perché, come scritto sopra, l’organo si compone solo degli stessi).
Esiste sul sito d’Ateneo una sezione unicamente dedicata al Consiglio degli Studenti. È vuota. Non sono indicate le Commissioni, né la loro composizione. Non ci sono le indizioni di riunioni. Non ci sono i verbali delle sedute. Non ci sono notizie, se non quelle che le associazioni studentesche scelgono, di volta in volta, di fornire attraverso i propri canali social privati. Ma a nome del Consiglio, né sulla sezione del sito d’Ateneo né su una apposita pagina social, non c’è nulla. Questo facilita lo scollamento della classe studentesca dal Consiglio degli Studenti e dalla rappresentanza in generale. Il coinvolgimento attivo degli studenti nella politica universitaria non può avvenire unicamente in un seggio elettorale, quando si fa pressione per ottenere un voto.
È indispensabile alimentare l’interesse della classe studentesca, che altrimenti si sentirebbe chiamata in causa solo per esercitare il proprio diritto di voto ma non per essere coinvolta attivamente sulla risoluzione delle problematiche universitarie. Il Consiglio degli Studenti, per via della sua composizione trasversale, avrebbe il dovere di porsi l’obiettivo di avvicinare gli studenti alla politica universitaria favorendo il senso di comunità e di collaborazione.
Articolo tratto dal bollettino UNISA, MA TUTT’APPOST?