14 Febbraio 2025
In occasione della giornata internazionale dell’amore, è bene ricordare che non tuttɜ ad oggi sono liberɜ di amare. In diversi paesi del mondo, infatti, l’omosessualità, il lesbismo e l’appartenenza alla comunità lgbtqia+ sono ancora trattate come un crimine.
In particolare, secondo quanto comunicato dallo Human Dignity Trust, un gruppo internazionale che si interessa dei diritti umani, al mondo ci sono 64 paesi che criminalizzano l’omosessualità prevedendo leggi contro la sodomia e “reati innaturali”; 40 paesi che criminalizzano i rapporti sessuali tra le donne utilizzando leggi contro il lesbismo e le relazioni sessuali con una persona dello stesso sesso (anche in paesi che non criminalizzano esplicitamente le donne, lesbische e donne bisessuali sono state arrestate o minacciate di arresto); 12 paesi che sanzionano l’omosessualità con la pena di morte, di cui Iran, Nigeria settentrionale, Arabia Saudita, Somalia e Yemen la applicano direttamente, (mentre in Afghanistan, Brunei, Mauritania, Pakistan, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Uganda la pena di morte è una possibilità legale); 14 paesi che criminalizzano l’identità di genere e le forme di espressione delle persone transgender utilizzando leggi contro il travestitismo, l’imitazione e il travestimento. In altri paesi, le persone transgender sono prese di mira attraverso leggi che criminalizzano l’attività sessuale tra persone dello stesso sesso e i reati contro l’ordine pubblico.
Le pene imposte sono di 1 anno di carcere (in 5 paesi), da 2 a 4 anni di carcere (in 13 paesi), da 5 a 9 anni di carcere (in 10 paesi), da 10 a 19 anni di carcere (in 15 paesi), di 20 anni di carcere (1 paese), di ergastolo (8 paesi) e della pena di morte (12 paesi). Nei paesi che criminalizzano l’identità di genere, le condanne sono di meno di un anno di carcere (in 6 paesi), 1 anno di carcere (in 3 paesi), da 2 a 5 anni di carcere (in 3 paesi).
Le leggi che criminalizzano le persone lgbt non sono state elaborate in modo preciso e questo lascia ampio margine di interpretazione alle forze dell’ordine e ai giudici che, nell’applicazione delle disposizioni, possono far uso dei propri pregiudizi. L’assenza di chiarezza incoraggia le forze dell’ordine ad agire al di fuori della legge, arrestando e perseguendo persone sulla base del proprio orientamento sessuale o dell’identità di genere. In alcuni paesi le forze dell’ordine, per arrestare persone lgbt, applicano con arbitrarietà norme relative al disturbo e all’ordine pubblico.
Dei 64 paesi che attualmente criminalizzano l’attività sessuale tra persone dello stesso sesso, tutti criminalizzano quella tra uomini, 41 quella tra donne.
Le discriminazioni nei confronti delle persone appartenenti alla comunità lgbtqia+ non sono sparite neanche nei paesi in cui non sono più vigenti norme che criminalizzano l’identità di genere o l’orientamento sessuale diverso da quello etero. Tuttavia, ancora molti paesi nel mondo criminalizzano, arrivando persino a far uso della pena di morte, chiunque sia estraneo all’eterosessualità. La decriminalizzazione resta quindi ancora un primario e irriducibile passo da fare verso il rispetto e la garanzia universale del diritto ad amare di chiunque non rientri nella categoria dell’eterosessualità.