Sotto la pioggia

18 Dicembre 2023

L’Università degli Studi di Salerno ha approvato il Piano Triennale di lavori pubblici 2023-2025 che prevede lo stanziamento di 10 milioni di euro per interventi di manutenzione nei campus di Fisciano e Baronissi per l’anno 2023 e altri 20 milioni per il 2024. L’esigenza nasce per far fronte alle carenze strutturali emerse durante i periodi di maltempo. Infissi rotti, vetri in frantumi, porte a terra, frammenti di intonaco crollati per via di vento e pioggia, tutte condizioni ordinarie per la comunità accademica che è ormai solita imbattersi in questi disagi ad ogni inverno. Di crolli e infiltrazioni d’acqua si parlava già nel 2019 e ora, a distanza di anni, se ne continua a denunciare la pericolosità, come nel caso della salita  sottostante al terminal dove l’irregolarità del manto stradale ha favorito l’accumulo d’acqua rendendo impraticabile il passaggio da un marciapiede all’altro.

Le strutture che hanno maggiormente manifestato le criticità strutturali sono gli edifici D2, F e F1. Nell’edificio F gli effetti delle infiltrazioni d’acqua si sono verificati soprattutto nei bagni rendendo questi inagibili a causa degli allagamenti e dei cedimenti del soffitto. Un video pubblicato dalla pagina Spotted:UNISA, risalente a settembre 2022, ha ripreso il crollo, avvenuto nell’edificio F1, di una porzione di intonaco che ha ceduto a pochi centimetri da una studentessa. Il 19 gennaio 2023 alcune tegole del soffitto dell’aula SP/A, dell’edificio D2, sono crollate durante lo svolgimento di una seduta d’esame. Questi ultimi episodi hanno acceso i riflettori su una evidente carenza strutturale degli edifici che negli scorsi anni era già stata resa manifesta dalle infiltrazioni d’acqua avvenute nelle due  biblioteche del campus di Fisciano.

Particolarmente note sono le immagini dei rigonfiamenti del tessuto sottostante al soffitto della Biblioteca scientifica che è solito accumulare l’acqua al suo interno fino alla formazione di bolle che, dopo essersi perforate, riversano a terra tutto il liquido precedentemente depositatosi. La soluzione adottata dal personale di sala è più che nota: i contenitori che dovrebbero servire alla raccolta differenziata vengono utilizzati per   raccogliere l’acqua piovana. Lo stesso accade nella Biblioteca umanistica. Lo stanziamento dei fondi costituisce il primo reale segnale risolutivo che viene fornito sugli interventi di manutenzione e salvaguardia delle strutture.  La possibilità che vi siano settori del campus non agibili per via del maltempo, o potenzialmente pericolosi per chi li    frequenta, è una condizione non accettabile per un’università con un’utenza così ampia che ha l’esigenza di usufruire di tutti gli spazi e di farlo in modo sicuro.

Articolo tratto dal bollettino UNISA, MA TUTT’APPOST?

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